San Canio
Vescovo di Juliana in Africa, condannato alla decapitazione dal Prefetto di Cartagine Pigrasio, a causa di “segni” straordinari, avendo il boia paura di eseguire la condanna, fu abbandonato su una precaria imbarcazione in alto mare. Miracolosamente scampato al naufragio, insieme ad altri cristiani approdò sulle coste della Campania e si rifugiò ad Atella (oggi Sant’Arpino). Nell’anno 305 durante la crudele persecuzione di Diocleziano, San Canio e i compagni furono di nuovo presi e martirizzati il 1° settembre. Nell’anno 799 il Santo Vescovo Leone ne trasportò le Reliquie nella sua Diocesi di Acerenza. Esse vi giunsero il 25 Maggio e da allora si celebra quel giorno, ogni anno, la Festa Patronale. Nella cattedrale nella prima delle cappelle radiali si conserva l’unica reliquia attribuibile a questo Santo: un pastorale ligneo, che la religiosità popolare indica come capace di muoversi autonomamente in base alle circostanze (pare che sia visibile nei periodi buoni ma che si allontani dall’unica apertura nei momenti di difficoltà per la comunità).
San Mariano
Giovane Diacono della Chiesa Acheruntina, al tempo del Santo Vescovo Marcello, fu amico di Laviero, di cui imitò il coraggio nella predicazione del Vangelo; subì il martirio il 30 Aprile del 303 sotto l’Imperatore Diocleziano.
San Laviero
Nato alla fine del III secolo, battezzato segretamente dalla madre e da essa educato alla Fede, divento Diacono predicò con coraggio il Vangelo. Subì per questo il carcere, le torture e quindi fu fatto decapitare dal Prefetto Agrippa nell’anfiteatro di Grumento il 17 Novembre del 312, sotto l’imperatore Massenzio.
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